Non autosufficienza: un’ora alla settimana non basta
Pubblicato il 8 Mag 2026Un’ora alla settimana. È questo il livello essenziale di prestazione per l’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti identificato dalla legge di Bilancio. A commentarlo con parole nette è Chiara Saraceno, in un articolo pubblicato su La Stampa il 7 gennaio 2026, che smonta uno a uno i limiti di un sistema che continua a scaricare sulle famiglie, soprattutto sulle donne, l’intera responsabilità della cura.
Un’ora che, come ricorda Saraceno, non è nemmeno garantita: può essere ridotta o azzerata in funzione delle risorse disponibili nei bilanci locali e della consistenza della platea dei beneficiari. Chi ha bisogno di assistenza 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, non troverà sollievo in questa misura. E nemmeno chi, in famiglia, se ne prende cura.
L’articolo richiama anche il nuovo Fondo previsto dalla legge di Bilancio a sostegno del ruolo dei caregiver familiari, una misura in sé positiva ma che rischia di restare lettera morta come già accaduto con il fondo analogo istituito nel 2021. Il sospetto, scrive Saraceno, è che si voglia dare qualcosa ai caregiver per compensare l’assenza di servizi reali, lasciandoli soli a portare un peso che non dovrebbe ricadere solo su di loro.
Sullo sfondo, la legge quadro sulla non autosufficienza: ancora inattuata, ancora in attesa dei decreti attuativi, ancora senza finanziamenti adeguati.
Un contributo lucido e necessario, che invita a guardare oltre gli annunci e a misurare le politiche sulla vita concreta delle persone.
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